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L’Armonica triestina o Diatonica
Riassunto del testo in lingua slovena: questo straordinario strumento, inventato in Germania nella prima metà del 1800 da Ch. Fr. Buschmann, si diffuse dapprima in Austria e in Francia e poi in tutta Europa.
Nel corso degli anni e a seconda del luogo di costruzione comparvero delle varianti costruttive, tutte però riconducibili allo stesso modello di base.
A Trieste le diatoniche vennero prodotte da provetti maestri come Giovanni Quintavalle, Valentin Tominec di Servola (kedenj), Giuseppe Supancic (probabilmente Josip Župančič), Pepi Cernaz, Giuseppe (Josip) Miklavčič (poi italianizzato durante il fascismo in Micali) e i più conosciuti che furono il tirolese Angelo Ploner (che si stabilì a Trieste ed aprì un laboratorio) unitamente ai figli e ai nipoti.
Il testo prosegue, tra l’altro, con alcune interessanti considerazioni tecniche, costruttive e storiche. Sebbene questo strumento abbia avuto grandissimo successo e fu persino noto con il nome di armonica triestina, oggi la diatonica sopravvive egregiamente ad opera di bravi costruttori (molti in Slovenia) ed eccellenti suonatori per lo più della componente etnica slovena di queste nostre terre (tra di essi ricordiamo il virtuoso triestino Denis Novato, molto noto all’estero).
Sarebbe auspicabile un recupero di questo strumento tradizionale anche da parte dei triestini di lingua italiana.
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